251118
antico opificio di manutenzione poetica
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Da dentro il pescecane
usciva il burattino
leggero come Giona
dal suo mostro marino.
Per sortire dal tanfo
del nero labirinto
seguì un filo Teseo
piĂą lieve d'un racconto.
Noi forse fa pesanti
e trattiene nel fondo
del futuro il pensiero
l'amaro dei rimpianti.
Due bambine nel bosco
si tengono per mano.
Van cercando una via.
E affondano intanto
nella nera matassa
d'un buio che allaccia
le gambe ed il cuore -
tanto che si spaura
anche la stessa luna,
che se passa sul bosco
non s'affaccia, ma alta
si tiene, lontana, oltre
il groviglio dei rami.
Che cosa accade poi,
come distaccandosi
si lasciano le mani,
io ora non conosco.
E male lo ricorda
ciascuna delle due
mentre prosegue, sola,
nell'ombra di quel bosco.
Avendo scarsa scelta
a curar ci affanniamo
oggi il tal sintomo,
domani il tal altro:
con metodo paziente
e oscuramente scaltro
a guarir della vita
sospetto che miriamo.
Ma guarda la badessa:
ha la vecchiaia triste
si traveste d'agnella
si proclama depressa.
E pur sempre molesta,
la lacrima sul ciglio,
quelle che molestava
col suo duro cipiglio.
hulda in C'era stato mi pareu...
hulda in C'era stato mi pareu...
utente anonimo in Sono nata domanisott...
farouche in Sono nata domanisott...
amorose
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