251118
antico opificio di manutenzione poetica
bonny
brianzolitudine
col favore delle nebbie
diversicoli
ermione
farolit
farouche
ida krot
maria
naima2
orsarossa
pilgram
proteus
rififì
Roboris
stefano
triana
tristano
visitato *loading* volte
Ecco torna la rosa
che si dondola bella
nel giardino di maggio
e s'affaccia ai cancelli
un poco scompigliata
con aria neghittosa
offrendosi al passaggio
per essere guardata.
Tu guardala soltanto.
Che se per caso, come
fossimo in un altro
millennio, tu andassi
oltre il suo invito
e v'affondassi il naso
voluttuoso, sapresti
ch'è finito il regno
che molto fu cantato
della rosa aulente,
e del maggio odoroso.
Nel giardino di maggio
non è certo la rosa
la sola vanitosa:
or c'è la margherita
che rincorre nel prato
il raggio del bel sole
oltre l'ulivo vecchio
tra l'erba sonnacchiosa.
Tra tutte le parole
nutro predilezione
per quelle quotidiane
rese dal lungo uso
vagamente arcane,
e lucenti pulite
come soglie di pietra
o strumenti d'ottone.
Da dentro il pescecane
usciva il burattino
leggero come Giona
dal suo mostro marino.
Per sortire dal tanfo
del nero labirinto
seguì un filo Teseo
più lieve d'un racconto.
Noi forse fa pesanti
e trattiene nel fondo
del futuro il pensiero
l'amaro dei rimpianti.
"Cerca, fa del tuo meglio,
- dissi - per essere felice."
Avevi azzurri gli occhi
lucenti come l'acqua -
ma t'ho riconosciuto
dall'ombra ch'è discesa
sul tuo viso, dal passo
con cui oltre i battenti
della porta, ancora,
la tua forma perdersi
ho veduto. Come allora.
Due bambine nel bosco
si tengono per mano.
Van cercando una via.
E affondano intanto
nella nera matassa
d'un buio che allaccia
le gambe ed il cuore -
tanto che si spaura
anche la stessa luna,
che se passa sul bosco
non s'affaccia, ma alta
si tiene, lontana, oltre
il groviglio dei rami.
Che cosa accade poi,
come distaccandosi
si lasciano le mani,
io ora non conosco.
E male lo ricorda
ciascuna delle due
mentre prosegue, sola,
nell'ombra di quel bosco.
Avendo scarsa scelta
a curar ci affanniamo
oggi il tal sintomo,
domani il tal altro:
con metodo paziente
e oscuramente scaltro
a guarir della vita
sospetto che miriamo.
Ma guarda la badessa:
ha la vecchiaia triste
si traveste d'agnella
si proclama depressa.
E pur sempre molesta,
la lacrima sul ciglio,
quelle che molestava
col suo duro cipiglio.
hulda in C'era stato mi pareu...
hulda in C'era stato mi pareu...
utente anonimo in Sono nata domanisott...
farouche in Sono nata domanisott...
amorose
così va il mondo
favole
giorni nostri
liete e speranzose
risentite
senza senso
sogni
tempo
tragiche
zizoleta